Chiaroscuro 57: La Paura

20 Luglio, 2020
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20 Luglio, 2020 Redazione

l numero 57 di Chiaroscuro si apre con un’intervista Pietro Clarici, in cui naturalmente si parla di cinema e di olio, ovvero i due pilastri dell’attività imprenditoriale della famiglia. Ci si sofferma in particolare sul rapporto fra tradizione e innovazione, fra una storia che affonda le sue radici fino alla metà dell’800 ed una giusta e meritoria tensione verso il futuro.

Ma come è inevitabile che sia, in questo numero si parla parecchio di Covid 19, l’incubo distopico dei nostri giorni. Lo facciamo attraverso testimonianze drammatiche, come quelle del sindaco di Spello Landrini, che ci racconta la sua personale esperienza della malattia, e quella della famiglia Filipponi, che vive in provincia di Brescia e a causa del virus ha perso un proprio congiunto. Ma è molto interessante anche il racconto della quarantena dal punto di vista del clochard Otto Kovacs, presente anche nel precedente numero della rivista.

Ma il tema a cui abbiamo voluto dedicare lo spazio centrale è quello della paura, come sempre declinato nelle sue più diverse sfaccettature: da quella inerente al piano  lavorativo, come nei pezzi di Alessandro Paolucci e Mary Grace, a quella intesa come status psicologico, come nei pezzi di Guendalina Pace, Giulia Badiali e Valentina Discepoli, a quella esplorata nei diversi territori artistici e culturali. Poi, come al solito, cinema e letteratura, arte e sport, scienza e musica, vanno a completare il ricchissimo puzzle della nostra rivista.

Il reportage fotografico di Marco Giugliarelli, nelle pagine centrali ci offre scorci della nostra straniata normalità in tempo di quarantena. Buona lettura  a tutti – e naturalmente buon ascolto, visto che Chiaroscuro è diventata anche audio rivista.

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