La droga delle slot machine

15 Febbraio, 2020 Fabio Luccioli

Quarantaquattro. Cosa sono? I milioni di euro spesi a Foligno per il gioco d’azzardo legato alle slot machine.
Già, perché c’è gioco e gioco. Ci sono giochi che aggregano, come quelli che si fanno in famiglia per le festività.
Ci sono i giochi con gli amici, magari quelli da tavola che ancora oggi hanno il loro grande fascino. Di giochi divertenti senza controindicazioni ce ne sono a bizzeffe. Poi invece ci sono giochi che creano dipendenza, quelli che fanno male. E’ il caso delle slot machine, tra le più grandi piaghe di un fenomeno che non smette di avanzare: la ludopatia. Quello di spingere compulsivamente un bottone di fronte ad uno schermo completamente illuminato da lucine è, purtroppo, un grandissimo problema anche dalle nostre parti. Stando agli ultimi dati dell’Aams, ovvero l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a Foligno si “giocano” 44,53 milioni di euro alle slot machine, ovvero 778 euro per ogni persona che vive all’ombra del Torrino. C’è una certa equità invece sul tipo di slot utilizzata. Quattrocentoventuno euro vengono “investiti” nelle “new slot”, ovvero le “macchinette” che accettano solo monete e che sono presenti in tabaccherie e bar. Trecentocinquantotto sono gli euro divorati dalle Vlt, gli strumenti che accettano anche banconote e che sono presenti in specifici locali da gioco. Sempre rispetto agli ultimi dati disponibili, l’incremento del gioco d’azzardo legato alle slot machine nel Folignate si attesta intorno al 9%. Insomma, un vero e proprio allarme sociale, se si considera che quella delle slot machine è solamente una delle tante dipendenze legate al gioco d’azzardo. Dalle lotterie alle scommesse sportive, il fenomeno assume caratteri preoccupanti. E chi pensa che siano solamente gli adulti gli unici interessati dalla ludopatia, deve ricredersi. Secondo il Rapporto epidemiologico 2018, realizzato dall’Osservatorio regionale delle dipendenze dell’Umbria, negli ultimi tempi si è registrato un incremento anche tra i giovani. Il 41,4% di giovani tra i 15 e i 19 anni ha speso soldi nel gioco d’azzardo, contro una media nazionale del 40,1%. Quella del gioco d’azzardo è la seconda dipendenza più diffusa tra i giovani dopo l’alcol (80,5%) e prima della cannabis (28%) e del tabacco (25%). La fascia più a rischio rimane comunque quella tra i 45 ed i 54 anni. A Foligno esiste un importante centro a carattere regionale per assistere le persone affette da ludopatia. Il Centro Gap (Gioco d’azzardo patologico) svolge una funzione di monitoraggio e orientamento rispetto ai servizi che si occupano del gioco d’azzardo sul territorio umbro, attraverso un approccio integrato di tipo psicologico, sociale e farmacologico. Sempre più sono i giovani che accedono alla struttura gestita dalla Usl2 e che vede la dottoressa Lucia Coco come responsabile. Inoltre, da qualche anno la Regione ha avviato un’importante campagna contro la ludopatia. Sotto il nome di “Umbria No Slot” è stato attivato un numero verde (800.410.902) totalmente gratuito che prende in carico le richieste degli utenti o delle loro famiglie. Inoltre, sempre la Regione Umbria ha previsto, nel periodo che va dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2019, la riduzione dell’Irap per tutti quei locali che decidono di liberarsi dalle slot machine. Al contrario, l’Irap sarà maggiorata nei confronti di tutte quelle attività commerciali che lasceranno installati gli apparecchi d’azzardo. Insomma, la Legge regionale numero 21 del 2014 ha sicuramente iniziato a trattare concretamente una problematica quanto mai seria. Ma contro il gioco d’azzardo è vietato abbassare la guardia.

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Fabio Luccioli

Fabio Luccioli

Insegnante. Fabio, giornalista. Direttore di Radio Gente Umbra, innamorato della propria terra e di tutte le tradizioni locali. A tempo libero runner.