Nuovo rapporto a Marte

3 Gennaio, 2020
3 Gennaio, 2020 Chiara Partenzi

Anno 2019

Al ministero degli affari interplanetari, divisione Terra – Marte – Centro.
A più di sessant’anni dall’ultimo rapporto, redatto dall’Agente R 14, invio il mio dispaccio con le conclusioni che ho tratto durante la mia missione di ricognizione sul pianeta Terra.
Nonostante abbia intrapreso questo incarico ufficiale con i migliori intenti, mi duole constatare che la condizione di salute del globo terrestre non ha visto sostanziali miglioramenti rispetto a quanto emerso negli anni passati.

Devo infatti concordare a malincuore con il mio predecessore che i terrestri non sono ancora riusciti a unificarsi: continuano a vivere in una condizione di quasi perenne belligeranza, che in vista del traguardo vede una manciata di Paesi prendersi a spallate per imporre la propria supremazia. Il premio che li aspetta alla linea di arrivo è alquanto bislacco ma prestigioso e consiste nel controllo delle armi dalla potenza più devastante che ci sia, affinché il resto del pianeta possa essere a loro sottomesso senza avere possibilità di replica. Dubito invero di riuscire a rintracciare qualcuno che oserà ribellarsi a un’arma letale puntata addosso e pronta ad esplodere, ma non si sa mai.
Come se non bastasse, le società che popolano il pianeta sono vittime di un’assurda suddivisione, che non mi pare poi così differente da quella riscontrata nel secolo scorso: grosso modo, potremmo banalmente ripartirle in società che opprimono e in società che vengono oppresse. Mi è stato riferito in via confidenziale che il meccanismo di funzione della Terra è sempre stato questo e non ha subito nel tempo sostanziali modifiche. Onde evitare di riportare false e tendenziose notizie, al mio ritorno su Marte dovrò condurre opportune ricerche per approfondire la questione, anche se la fonte in cui mi sono imbattuto mi ha dato l’idea di essere alquanto attendibile.

In aggiunta, al mio rientro dovrò affidarmi alle massime autorità marziane per dirimere una questione che le mie sfacciate antenne hanno captato ma non sono riuscite a decifrare.Ve la espongo qui di seguito: esistono alcuni Stati, proverbialmente più forti e danarosi, che si sono arrogati il diritto di sfruttare e prosciugare le risorse di Nazioni più deboli e bisognose, costringendo gli abitanti di quest’ultime a fuggire dai propri paesi per andare a cercare maggior fortuna e ristoro nei territori che grazie a loro si sono arricchiti. Che succede a questo punto?  Succede che gli stessi che hanno depredato a man bassa e che continuano indisturbati a farlo, con prepotenza alzano la voce contro coloro che sono in fuga da luoghi che non hanno più nulla da offrire, invitandoli più o meno calorosamente a tornarsene a casa propria.
Dal momento che posso avvalermi solo di quello che è il semplice ingegno di un piccolo agente speciale marziano, chiederò dunque chiarimenti in merito e mi avvarrò della consulenza di chi senza dubbio è più esperto e più informato di me.
Devo evidenziare inoltre una deriva nazionalista e populista, seguita da una campagna farcita di slogan altisonanti e alquanto beceri, che ha colpito buona parte del globo senza che nessuno abbia trovato la chiave giusta e più opportuna per arginarla. Fuor di misura molti terrestri guardano a un passato, nemmeno troppo lontano, di cui esaltano le qualità e i pregi e confidano in un chimerico ritorno dello stesso. Eppure, dai vecchi rapporti che ho sfogliato prima di partire per il mio viaggio, è risultato che queste tanto blasonate epoche rappresentino in realtà alcune delle pagine più nere della storia dell’uomo. Dovrò poi chiarire anche questo punto, una volta atterrato con la mia navicella sul mio tanto amato Marte.

Comunque sia, per deduzione logica, mi sembra che anche questa sia una riprova di quanto gli abitanti del famigerato pianeta Terra non siano ancora riusciti a trovare il modo giusto per vivere in maniera pacifica e tollerante, o anche solo per provarci.

Come se non bastasse, devo aggiungere che ho avuto l’infelice opportunità di imbattermi in frotte di animali in fuga che si lasciavano dietro sterminio e morte, foreste in fiamme e ghiacciai in via di scioglimento, montagne di plastica e fiumi di rifiuti. Il suono dell’agghiacciante dolore che ho visto nello sguardo di queste creature indifese è una testimonianza che difficilmente riuscirò a dimenticare, insieme al deplorevole silenzio di chi invece vorrebbe nascondere tutto questo agli occhi del mondo. A prescindere dalla mie considerazioni personali, da queste parti gira voce che la responsabilità di una tale deriva sia da imputare esclusivamente all’avidità di certi esseri umani, che sembrano aver smarrito quegli elementari ma basilari principi quale il rispetto per la natura e per gli altri esseri viventi, e tutto ciò in nome di una divinità poco spirituale ma molto materiale che va sotto il nome di “Dio Denaro”.
Sarebbe per conto di quest’ente supremo che si decide di dare il via a battaglie, più o meno sanguinarie, più o meno legittime, che avrebbero come finalità il raggiungimento di un supposto benessere e di una tangibile ricchezza. Benesserie ricchezze che comunque, secondo alcuni inoppugnabili dati, è possibile rintracciare nelle mani di un numero esiguo di autoctoni terrestri, ossia più o meno l’1% della totalità. Mettendo per un attimo da parte le amare considerazioni che mio malgrado mi sono ritrovato a formulare, mi sento in dovere dispezzare una lancia a favore di quei minuscoli ma potenti focolai di ribellione che ogni tanto, qua e là per il pianeta, sembrano accendersi riuscendo a diffondere il loro utopico grido di speranza.
Sono voci tenui, voci spesso messe a tacere, voci di persone che non hanno ancora riposto nei cassetti i propri sogni e che nonostante tutto credono ancora che ci sia il tempo per poter cambiare. So che non possono sentirmi, ma vanno a loro i miei più sinceri auguri. Dal mio pianeta lontano, io farò il tifo per voi.
Con l’auspicio che gli esiti della prossima missione Marte – Terra – Marte possano essere ben diversi, io sono costretto a concludere questa mia missiva riprendendo le parole dell’Agente R 14, transitato in queste zone nel lontano 1957:

“In conclusione, l’allarme lanciato alcuni anni fa dai nostri scienziati, quando per la prima volta furono captati segnali radio provenienti dalla Terra mi sembra del tutto ingiustificato: la Terra per ora, costituisce una minaccia solo per se stessa. Nell’insieme, è uno dei pianeti più arretrati che mi sia capitato di visitare negli ultimi duecento anni”.

Dalla Terra è tutto,

Agente R 15

PS: Si dice che alcuni dei partecipanti alla sfida al riarmo di cui sopra, abbiano fatto propria una condotta di vita alquanto ipocrita e si siano anche ritrovati in testa delle capigliature davvero orribili, ma queste sono solo voci di corridoio.

Liberamente ispirato a “Rapporto a Marte” di Gianni Rodari

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Chiara Partenzi

Chiara Partenzi

Chiara, una laurea in editoria e la passione per lo sport e le filastrocche in rima.