Stranger Things 3: cronache di un successo

Ottobre 1, 2019
Posted in Cinema, Cultura
Ottobre 1, 2019 Alessio Vissani

I famosi e ormai mitici anni ottanta.

Chissà se fra trent’anni ricorderemo i primi anni venti del nuovo millennio come una decade da celebrare e citare più e più volte nelle varie arti: dal cinema, alla fotografia passando per la musica.

La realtà di oggi è che il cinema sempre più strizza l’occhiolino a quegl’anni con maglioni dai disegni improponibili e acconciature discutibili e la nuova industria streaming come Netflix ha nel proprio palinsesto una delle serie tv originali più viste di sempre e di maggior successo in generale.

Stiamo parlando di Stranger Things, la serie fantascientificaideata da Matt e Ross Duffer, ambientata appunto negli anni ottanta nella città fittizia di Hawkins, nell’Indiana.

La serie è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino di nome Will e all’apparizione di una bambina dai capelli rasati, chiamata Undici dotata di poteri psichici fuggita da un laboratorio segreto, l’Hawkins National Laboratory.

Il gruppo di amici, che ruota intorno a Will e Undici, durante le tre stagioni cercheranno di scoprire quanto più possibile da dove provengono questi poteri con l’elemento horror di un mostro proveniente da un’altra dimensione che cerca di sgominare e devastare l’intera cittadina. 40,7 milioni di abbonati nei primi quattro giorni in cui la serie tv era disponibile hanno visto parte della terza stagione, di questi, 18,2 milioni hanno finito tutti ed otto gli episodi disponibili.

Nel primo giorno di uscita della serie, il 4 luglio 824mila persone hanno visto l’intera stagione, contro i 361mila che videro tutta la seconda stagione in un giorno circa due anni fa.

La media per minuto di spettatori nel primo giorno di disponibilità delle puntate è stata di 8,86 milioni; in poche parole, Stranger Things nella settimana del primo Luglio è stato il secondo programma più visto tra piattaforme e tv (il primo è stato la finale dei Mondiali di calcio femminile, in onda sulla Fox e vinta dagli Stati Uniti).

Un fenomeno fine a sé stesso? Niente affatto se prendiamo in considerazione l’outfit di Undici ripreso più volte da vari stilisti come riproposizione di una moda mai dimenticata o se la stessa Mediaset, il più grande gruppo televisivo privato italiano, decide in onore dell’uscita della nuova stagione di programmare una maratona di film anni ottanta “riesumando” addirittura One di Bim Bum Bum negli spot pubblicitari.

Gli orologi a calcolatrice sembrano di nuovo in voga tra giovani e non giovani come le biciclette BMX, per non parlare dei vinili, veri e propri oggetti cult da cui adesso non si può prescindere o le bistrattate, all’epoca, Polaroid con addirittura una fotocamera realizzata a tema della serie.

Ma oltre a questi elementi, che fanno da contorno a un popolo nostalgico come il nostro, la serie tv in sé ha dei punti fermi che la contraddistingueranno a lungo: la regia così curata e attenta che non fa il verso a quella degli anni ottanta ma la replica in tutto e per tutto.

Come del resto la colonna sonora con spezzoni e musiche tra le più iconiche di quegl’anni e sempre adatte a quella determinata scena, non fine a sé stesse.

La fotografia precisa e mai banale con un gioco di luci calde e fredde che fa immergere lo spettatore nel mare di eventi che travolgono i cinque ragazzi.

I ragazzi stessi chedimostrano, nonostante la giovane età, delle doti attoriali di prim’ordine insieme ad una ritrovata Winona Rider, anch’essa icona degli anni ottanta, in completo stato di grazia.

Le passeggiate in bicicletta stile Goonies, le avventure di cinque giovani amici, gli amori adolescenziali e quella spensieratezza innocente che li porta a diventare eroi di contro ad un mostro uscito da “La Cosa” Carpenteriana che uccide e vuole spegnere la felicità.

Stranger Things, guardando indietro e imparando dal passato, è diventato uno degli eventi degli anni duemila più significativi e influenti.

 

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Alessio Vissani

Alessio Vissani

Fotografo e Giornalista. Da Piccolo stavo con gli Indiani e ancora adesso il West e il mondo dei Nativi Americani è la mia più grande passione. Adoro correre, fare trekking in montagna e viaggiare in moto. Divoratore seriale di libri e fumetti, giocatore da più di vent’anni di D&D e collezionista di sabbia, minerali, LEGO e fossili.