E mentre il mondo cade a pezzi…

Settembre 6, 2019 Arianna Ciancaleoni

Ci arrivano continuamente immagini tragiche e devastanti da ogni angolo del mondo: foreste in fiamme, mari di plastica, ghiacciai liquefatti che portano via con sé il nostro immaginario di un mondo lontano. Sembrerà strano, ma ci sono anche belle notizie. Per contrastare tutto il marasma che ci circonda e che sembra farsi di giorno in giorno più minaccioso, mentre il mondo cade a pezzi, ci sono piccole oasi che cercano di reagire, di resistere, ritagliando spazi di bellezza, per ripartire dalla terra, dalla natura, dall’arte per ricostruire il bello che ci è rimasto.

Pian di Spilli, Monte Cucco.

In un paradiso magico a pochi passi da casa nostra, ma che in pochi conoscono davvero, si è svolto un festival insolito, innovativo, ma che già dal 2017raccoglie interesse e favori di molti appassionati: si tratta di Suoni Controvento, prodotto dall’Associazione Umbra della Canzone e della Musica d’Autore. L’arte si sposta direttamente nei parchi, per vibrare in mezzo alla natura, amplificandosi all’infinito. Assistere a un evento culturale in un luogo così particolare diventa un’esperienza completa, non solo per la musica, ma anche perché non si può smettere di ammirare l’ambiente circostante.

La delegazione di Chiaroscuro sul parco del Monte Cucco

21 luglio 2019.

Una delegazione di “Chiaroscuri” ha deciso di affrontare il caldo torrido del primo pomeriggio, con un carico di acqua e panini adeguato alle circostanze. I quattro intrepidi hanno superato una salita dichiarata di 7 km e scoperto, proprio mentre le forze li stavano abbandonando, che i km erano 5. La sorpresa, il piacere e la commozione di essere già arrivati non hanno avuto prezzo. Insieme a loro, altre 9000 persone: una folla colorata e composta era in attesa del concerto di Marco Mengoni, nell’ambito del suo Atlantico Tour. Un richiamo di spicco nel panorama musicale italiano, un artista che ha omaggiato Pian di Spilli con il suo concerto gratuito cantando per due ore sotto il sole mitigato, per fortuna, da un fresco venticello di montagna. Dalle 16.30 in poi, tutti i suoi successi sono risuonati tra i monti, davanti ad un pubblico a cui era stato richiesto di non alzarsi e di non portare ombrelloni né tende, per permettere a tutti, dalla prima all’ultima fila, di godere dello stesso spettacolo. Inoltre, erano vietate le bottigliette di plastica e obbligatorio l’uso di buste biodegradabili per riportare la spazzatura e rifiuti con sé, alla fine dell’esibizione. La cosa più bella è stata sapere che gli incaricati alla pulizia hanno trovato il posto immacolato: 9000 persone hanno mantenuto la promessa, rispettando le regole. Un punto di orgoglio per tutti i presenti, noi inclusi. Oltre a trattarsi di un evento plastic free,era vietato l’uso di veicoli a motore che non fossero necessari alla sicurezza e due soli erano i sentieri che dai parcheggi portavano al concerto, rendendolo, di fatto, accessibile solo a chi prima si fosse inoltrato per i sentieri di Monte Cucco.

Non sono mancate, ovviamente, le polemiche.
Molte sono state le chiamate d’emergenza per i soccorsi: molte persone, probabilmente attirate più dal fatto che il concerto fosse gratis che da una reale passione per le camminate in montagna, hanno tentato l’impresa ma non si sono rese conto di cosa comportasse. Per fortuna, non ci sono stati incidenti né danni gravi che non fosse possibile riparare. Questo dimostra che eventi del genere non solo sono aggregatori naturali di bellezza e arte, ma possono avvicinare le persone a riscoprire la loro terra, i sentieri nascosti, i profumi, i tramonti, i paesaggi, i panorami inediti e suggestivi. Per una volta, lasciamo parlare la musica. E pensiamoci su.

Quante cose fai che ti perdi in un attimo? Quanti amici hai che se chiami rispondono? Quanti sbagli fai prima di ammettere che hai torto? Quanti gesti fai per cambiare in meglio il mondo?

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Arianna Ciancaleoni

Arianna Ciancaleoni

Scrivana. Legge, scrive, ricomincia.