Storie in CHIARO-SCURO: Gabriele Santoni e Luisa Baiocco

Agosto 24, 2019
Agosto 24, 2019 Redazione

Il cantante Gabriele Santoni

Gabriele Santoni, impiegato presso l’attività di famiglia al Lieta Sosta di Colfiorito. Cantante di musicall e di ogni genere che si ricordi. Sposato con Luisa.

Cos’è per te la musica?

Ricordo nitidamente quel periodo in cui, per vicissitudini personali, non riuscivo più ad ascoltare musica. Ero vuoto e senza anima. Senza dubbio è stato il periodo più nero della mia vita.  Poi la musica è tornata da me ed infatti ne sono uscito. La musica è energia, la musica è vita.

Nello studiare una parte (sia a livello di interpretazione che musicalmente) qual è il momento più difficile: il primo approccio, la prima uscita con la compagnia, l’uscita da quel personaggio?

Il primo approccio è sempre traumatico. Cominci a chiederti chi sei, cosa hai fatto per arrivare a quello, provi a pensare da personaggio e non è mai facile uscire da Gabriele per entrare nella testa di un personaggio X. Cosa altrettanto difficile è non rimanere personaggio una volta finito. Spesso i personaggi interpretati sono molto più fighi di noi. A livello musicale e vocale fortunatamente, un po’ per quello che la natura mi ha dato, un po’ perché ho studiato tanto, un po’ perché ho una passione smisurata sono sempre arrivato dove volevano che arrivassi.

Platone scriveva “La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo.”

Assolutamente nulla da ridire. L’anima va quotidianamente nutrita con la musica. Per stare bene infatti ascolto musica più o meno H24. Mi aiuta, mi ricarica.

Cosa ti affascina maggiormente dell’essere musicista?

Probabilmente il poter esprimere il mio essere, sia in ambito musical, ma soprattutto con la band. Sto sul palco con gli occhi delle persone addosso, si crea contatto, si crea una condivisione di emozioni tra me e il pubblico. È estasi.

In quale personaggio, tra i tanti che hai interpretato, ti identifichi di più e perché?

Partendo dal presupposto che il mondo è un palcoscenico, ti dico che interpretare me stesso è senza dubbio ciò che mi dà più soddisfazione interpretare. Se dovessi sceglierne un altro direi il Dr. Jekyll, per la complessità dei suoi pensieri, per i tormenti, per la genialità, per la follia.

Racconta un episodio della tua infanzia per farci conoscere un lato di te che non tutti si aspettano.

La mia infanzia è stata spezzata in due. Vedo la mia vita come un prima terremoto e un dopo terremoto. Vedersi crollare sopra una casa, soprattutto quando hai solo 9 anni, è una cosa che ti segna. Diciamo che i ricordi, forse anche a causa di quell’evento, sono piuttosto offuscati.

Come riesci a vivere con qualcun altro che canta 24 ore su 24 nella tua stessa casa?

Fortunatamente ci stiamo poco a casa [ride]. A parte gli scherzi, io sono un amante del silenzio, nonostante ciò non mi disturba affatto sentire cantare Luisa perché ha uno strumento talmente fuori dall’ordinario che è un privilegio sentirla cantare.

Qual è il tuo modello, sia a livello musicale che magari a livello sociale?

Ce ne sono due. Mio padre Dante, che è la mente più brillante che io abbia mai conosciuto ed è un esempio. Poi c’è Bruce Dickinson (cantante degli Iron Maiden). Ho iniziato a cantare perché volevo cantare le sue canzoni. Voce solista degli Iron Maiden, pilota aerei di linea, ha due lauree, campione europeo di scherma, scrittore e sceneggiatore. Cervello e talento allo stato puro.

Descrivimi con cinque aggettivi.

Geniale, talentuosa, altruista, lamentosa, straordinaria.

Qual è il tratto del mio carattere di cui faresti volentieri a meno?

La tua eterna insicurezza e il fatto di cercare rassicurazioni continue per qualunque cosa.

Il mio lato chiaro e quello scuro?

In realtà non vedo lati oscuri in te. Vedo solo una luce accecante e una capacità di donare amore fuori dalla norma.

Qual è il tuo film preferito?

La trilogia de Il Signore degli Anelli

Qual è la canzone che più ti piace sentirmi cantare?

Someone like you


La cantante Luisa Baiocco

Luisa Baiocco, psicologa-psicoterapeuta. Cantante in ogni momento libero della giornata. Sposata con Gabriele.

Cos’è per te la musica?

Trovo la musica in tutto, in ogni gesto, ogni incontro, ogni giornata, la musica ci circonda. Anche quando pensi di non averla intorno, probabilmente eri solo poco attento. Il nostro stesso respiro è musica.

Nello studiare una parte (sia a livello di interpretazione che musicalmente) qual è la parte più difficile: il primo approccio, la prima uscita con la compagnia, l’uscita da quel personaggio?

Partiamo dal presupposto che io sono un’insicura cronica, per cui ogni nuovo personaggio da affrontare diventa una vera e propria sfida con me stessa. Ogni ruolo, anche nella sua apparente semplicità, ti lascia scoprire nuove sfumature della tua personalità, cose che mai avresti pensato di riconoscere in te, grazie a nuovi personaggi, assumono nuovi colori. Amo lasciarmi coinvolgere emotivamente dai personaggi che interpreto, motivo per cui, parte di essi, non si distacca più da me una volta interpretati; trovo sia una ricchezza inestimabile. A livello vocale non mi sento mai “perfetta” quanto vorrei; l’aspetto più esaltante è che col passare del tempo scopro costantemente nuove possibilità per utilizzare il mio strumento.

Platone scriveva “La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo.”

Niente di più vero; la musica ti allena… ti allena a sentire, ad ascoltare e a sperimentare sensazioni sempre nuove.

Cosa ti affascina maggiormente dell’essere musicista?

A teatro, forse il fatto di potermi nascondere dietro ad un ruolo, cercando di mascherare la mia insicurezza cosmica, concedendomi ciò che non mi permetto nel quotidiano. Se penso invece alla mia band o alla Compagnia OLBC, sicuramente il fatto di sentirsi parte di qualcosa e di crescere insieme per un obiettivo condiviso.

 In quale personaggio, tra i tanti che hai interpretato, ti identifichi di più e perché?

Senza dubbio sono 2… Lucy Harris (Jekyll & Hyde) ed Eva (Mi chiamo Eva); la prima insicura, sognatrice, desiderosa di trovare nuova luce per sé stessa e per il suo futuro, la seconda coraggiosa, colei che ha scelto il libero arbitrio, simbolo dannato, ma senza la quale nulla sarebbe. Due personaggi molto diversi, ma entrambi accomunati dal desiderio di realizzarsi e da un’anima gentile.

Racconta un episodio della tua infanzia per farci conoscere un lato di te che non tutti si aspettano.

Ci sarebbe davvero l’imbarazzo della scelta… un bel ricordo è legato proprio alla musica. Per anni, da bambina, insieme alla mia famiglia, ho vissuto in Egitto, per cui non mi era possibile vedere spesso nonni, zii, cugine. In occasione del Natale decidemmo di registrare una cassetta con tutte le canzoni, filastrocche che imparavo a scuola da inviare in Italia proprio per le feste.  Avevo 4 anni. La cosa più divertente era certamente il bonus track: “Papa don’t preach”, ribattezzata “Papatonpic”.

Come riesci a vivere con qualcun altro che canta 24 ore su 24 nella tua stessa casa?

Gabriele in realtà è molto silenzioso, sfoga tutto sul palco… lui. La rumorosa sono decisamente io!

Qual è il tuo modello, sia a livello musicale che magari a livello sociale?

Per quanto riguarda la musica, certamente colei alla quale mi sono ispirata quando ho iniziato ad approcciarmi al canto… Anouk! Purtroppo, viene ricordata solo per un suo grande successo, ma in realtà è un’artista eccezionale, ex bambina prodigio, donna grintosa dall’energia rara. Se penso invece ad un modello sociale, non mi viene in mente qualcuno in particolare, ma una caratteristica per ogni persona alla quale voglio bene; la mia famiglia, i miei amici, te… da ognuno ricevo doni incondizionati.

Descrivimi con cinque aggettivi.

Intuitivo, straordinario, bellissimo, sensibile, svogliato.

Qual è il tratto del mio carattere di cui faresti volentieri a meno?

La tua superficialità nell’ascoltarmi che mi costringe a ripetere le cose cento volte.

 Il suo lato chiaro e quello scuro?

La tua gentilezza e la tua pazienza ti rendono straordinario… il lato oscuro… è Hyde! 🙂

Qual è il tuo film preferito?

Rocky IV e Tutti insieme appassionatamente

Qual è la canzone che più ti piace sentirmi cantare?

Confrontation

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