La rivincita dei Nerd

Giugno 19, 2019
Giugno 19, 2019 Alessio Vissani

La rivincita dei Nerd (Antonio Moro si racconta)

Quando nel 1984 il regista Jeff Kanew presentava al pubblico “La rivincita dei Nerds”, una storia di un gruppo di studenti americani emarginati dai propri coetanei perché goffi e trasandati, non poteva minimamente immaginare che quella parola, NERD, sarebbe diventata quasi un’icona negli anni 2000 con un’esplosione totale paragonabile solo alla categoria hippie. Certo non si possono comparare i due periodi storici, non si tratta di una rivoluzione sociale ma la cultura nerd da diversi anni sta veramente prendendo piede in un modo che trent’anni fa sarebbe stato impensabile. Non è un caso che il cinema pop è più di un decennio che propone quasi esclusivamente film sui supereroi; la Disney stessa, con l’acquisizione di un brand come Star Wars, ha deciso di percorrere per molti anni le strade di Darth Vader e Luke Skywalker parallelamente a quelle classiche di Topolino. Un brand come la Lego, da azienda quasi in rotta di collisione, in pochi anni si è ripresa piazzandosi nei dieci marchi con più fatturato al mondo. Per non parlare del mondo dei videogames che in trent’anni ha creato più posti di lavori delle aziende automobilistiche. Se fino a qualche tempo fa inoltre chi usciva con una t-shirt con impresso un logo di Superman o Spiderman era definito lo “sfigato” del quartiere, ora anche le case di moda fanno a gara a realizzare abiti ispirandosi a uno stile “supereroi stico”. Riflessioni che nell’anno del record di Lucca Comics & Games, più di 542.000 presenze in cinque giorni, possono proiettare il movimento nerd verso una collocazione più popolare e non più settore di “nicchia” a cui apparteneva fino a qualche anno fa. Antonio Moro, programmatore informatico, appassionato di tecnologia e cinema e fondatore del portale LegaNerd.com, ha vissuto diverse fasi di questo cambiamento con una fervida convinzione: la curiosità è la prerogativa del nerd e grazie a essa questo “movimento” è divenuto sempre più popolare

Qual era il tuo sogno da bambino?

Fino alle scuole medie ero convinto di fare il pilota di aerei e poi magari di diventare astronauta. Volevo iscrivermi all’Istituto Tecnico Aeronautico Statale quando mi è capitato di leggere un libro per ragazzi, “Il programma è inchiodato” di Nuccia Resegotti, un’avventura tra videogames e hacker. Una delle tante sliding door della mia vita: da allora mi sono innamorato dei computer, mi sono fatto regalare un Commodore 64, mi sono iscritto all’Istituto Tecnico e ho scelto informatica. Ed è cambiato tutto per me.

 

Avresti mai pensato di intraprendere la strada dell’informazione giornalistica?

Sinceramente no. Ho finito l’ITIS proprio mentre stava esplodendo Internet in Italia e nel mondo, nel 1996. Avevo imparato negli anni precedenti l’HTML e il Javascript per mio interesse personale e avevo pubblicato un sito dedicato ai giochi di ruolo, altra mia grande passione. Appena diplomato mi scrissero da un’altra città per propormi subito un lavoro, allora in Italia i programmatori web si contavano sulle dita di due mani e io, senza saperlo, ero già molto richiesto. Ho girato l’Italia per dieci anni lavorando da  freelance prima di affacciarmi al mondo dei blog. Ho lavorato part-time per un po’ di realtà italiane come blogger e poi ho cominciato a sfruttare le mie capacità tecniche e creative per creare siti miei. Da li è esploso tutto.

 

Come è nato il progetto Lega Nerd?

Come raccontavo prima ho lavorato per un po’ come blogger e ho imparato alcune basi tra il 2005 e il 2007. Ho aperto blog e siti miei di vario tipo, tra cui anche uno strano esperimento di magazine scritto in crowdsourcing, dove cioè chiunque poteva iscriversi e proporre contenuti. Era la prima Lega Nerd. Un sito scritto da nerd e destinato ai nerd, che parla di cose nerd, cioè praticamente di tutto, a modo nostro. Era il 2009, quest’anno abbiamo festeggiato dieci anni. Il progetto si è evoluto tantissimo e sono cambiate tante cose, ma lo spirito principale è sempre lo stesso.

Da quando la tua passione è divenuta lavoro?

Da sempre. Come dicevo, la mia grande fortuna è stata avvicinarmi all’informatica e a internet proprio mentre stava nascendo. Non pensavo allora che sarebbe diventato un vero lavoro, immaginavo di fare il programmatore, non certo il web designer, una professione che ho letteralmente contribuito a creare in Italia alla fine degli anni novanta, fondando una grande community dedicata all’argomento (“DollyDesign”) e cercando di aiutare altri che come me si stavano approcciando a quello strano lavoro che metteva insieme capacità grafiche e di programmazione pura.

 

Il mondo nerd come si è evoluto in questi ultimi anni e perché c’è questo grande interessamento?

Mi piace definirmi un “vanilla nerd”, quello della prima ora. Di quando quelli come me erano visti come persone strane che s’interessavano di cose strane e facevano strane attività. Leggere certi libri e fumetti, giocare di ruolo, utilizzare i computer e internet, appassionarsi a giocattoli di un certo tipo erano tutte cose viste con sospetto fino a pochi anni fa, ora sembra assurdo, ma allora eravamo quelli strani da bullizzare. Sono storie raccontate tante volte, tanto che ora risultano magari forzate, ma era davvero così. Quello che è successo è che molti “nerd” prima denigrati ora sono entrati nel mondo del lavoro fondando società e offrendo nuovi servizi e prodotti che sono alla base della nostra vita di oggi: internet, computer, smartphone, social network, app. C’è stata una evoluzione prima lenta e poi velocissima ed inarrestabile e da un giorno all’altro il conoscente nerd che era il “coglioncello” che si interessava di cose strane è diventato magicamente l’amico a cui chiedere aiuto, perché ti serviva usare un computer o collegarti ad internet o magari perché al cinema usciva “Il Signore degli Anelli” o “Spiderman”

Da nicchia per pochi ora la parola nerd, e di conseguenza esserlo, è divenuta praticamente una moda.

Essere nerd non può essere una moda. I nerd sono persone che affrontano la vita con curiosità, tutto qui. Che qualcuno sfrutti un certo tipo di estetica che viene considerata “nerd” per cavalcare una specie di moda sinceramente è ininfluente e non mi riguarda. Ma la popolarizzazione della nostra “cultura nerd” è tutta un’altra cosa. Ho tanti conoscenti che rimpiangono i “vecchi tempi” quando eravamo solo noi a interessarci di certe cose.  Io credo invece che questa popolarizzazione sia molto positiva. Ci ha permesso di vedere al cinema cose impensabili fino a solo venti anni fa. Non parliamo poi della tecnologia che è cresciuta proprio grazie al fatto di essere diventata mainstream, se ancora i computer fossero utilizzati solo da qualche nerd saremmo indietro di decenni tecnologicamente. Quindi ben venga, un mondo nerd è un mondo migliore, non mi frega niente di potermi fregiare di qualche primato inutile quando l’alternativa è l’incredibile periodo che stiamo vivendo ora.

 

Un nerd è un curioso, mai fermo al presente, quali sono i progetti per il futuro del nerd Antonio Moro?

Mi piace considerarmi a bordo di una nave in mezzo alla tempesta. So governarla al meglio, ma non so quale sarà il prossimo porto e, sinceramente, non lo voglio sapere. La vita, o l’oceano se vogliamo rimanere nella metafora, mi ha già sorpreso tante volte e non voglio correre il rischio di non essere più sorpreso, approdando.

 

Visitate il sito di Lega Nerd


 

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Alessio Vissani

Alessio Vissani

Fotografo e Giornalista. Da Piccolo stavo con gli Indiani e ancora adesso il West e il mondo dei Nativi Americani è la mia più grande passione. Adoro correre, fare trekking in montagna e viaggiare in moto. Divoratore seriale di libri e fumetti, giocatore da più di vent’anni di D&D e collezionista di sabbia, minerali, LEGO e fossili.