Rumore nella notte (angolo del mistero)

Giugno 13, 2019 Redazione

Un fantasma bizzarro, rumoroso e dispettoso fece la sua comparsa nella casa di Francesca a Foligno, nella notte del 1° novembre alle ore 21. Sembrava un giorno normale: come ogni anno,  aveva visitato le tombe del padre e dei parenti al cimitero; aveva cenato insieme ai suoi familiari, il marito Renato, l’anziana madre Erminia e i due figli adolescenti Mario e Andrea, rispettivamente di 14 e 16 anni. Francesca in quel momento stava riordinando la cucina, era stanca e desiderava solo andare a dormire. I ragazzi stavano giocando nella loro camera con il PC, fuori pioveva e un vento fortissimo scuoteva in maniera sinistra i rami spogli degli alberi del  suo giardino, che sembravano tante braccia scheletriche. Renato era uscito un attimo per dare la buonanotte agli anziani genitori che abitavano due case  più avanti; sua madre Erminia stava vedendo un film  alla televisione.  Abitavano al primo piano di una  graziosa villetta, vecchia, ma restaurata, mentre al secondo piano, ora vuoto, fino all’anno scorso,  aveva abitato zia Lucia, sorella di sua madre, morta improvvisamente di infarto all’età di 84 anni. La donna guardò fuori dalla finestra, ora la pioggia scrosciava molto forte, rabbrividì dal freddo e pensò a suo marito, non vedeva l’ora che  rientrasse a casa, All’improvviso dal piano di sopra incominciò a sentire dei colpi molto forti, poi dei mobili che venivano trascinati, sedie che cadevano rumorosamente. I due ragazzi uscirono dalla camera terrorizzati, chiedendo alla madre cosa stesse accadendo. Allarmata Francesca pensò che forse erano tornati al paese i cugini, figli della zia Lucia, per  portare personalmente alla madre il giorno dopo i fiori al cimitero: strano però che non l’avessero chiamata, non erano soliti comportarsi così. Si affacciò dalla finestra per vedere se nel giardino ci fossero le loro macchine,  ma vide che  non c’erano. Senza un attimo di esitazione  salì la rampa delle scale del secondo piano ed andò a suonare il campanello della casa della zia, nessuno venne ad aprire ma dall’interno sentiva distintamente dei forti rumori, chiamò per nome i cugini ma nessuno rispose o venne ad aprire. Credendo allora che fossero entrati i ladri, prese il mattarello e scese fuori per vedere se le finestre dell’appartamento fossero illuminate, si accorse però che era tutto buio. Risalì in casa, sua  madre e i ragazzi ormai tremavano dalla paura e anche lei perse il controllo  dei nervi. Telefonò al marito dicendogli di tornare  immediatamente, Renato tornò subito a casa e anche lui avvertì i rumori, si fece coraggio e telefonò ai Carabinieri. Arrivarono dopo venti minuti e chiamarono  anche i Vigili del Fuoco che forzarono le imposte, ruppero il vetro ed entrarono dentro: tutto era in perfetto ordine ed anche la porta d’ingresso risultava essere ben chiusa.  I carabinieri e i vigili, vedendoli tanto spaventati, giustificarono gli interventi come un tentativo di furto da parte di ignoti,  però neanche per un momento sospettarono che questa persone si fossero inventate tutto. Un vigile,  mentre  se ne stava andando via, mosso a compassione, si avvicinò a Renato e gli disse ad un orecchio: “Chiamate il prete che è meglio!”. I rumori continuarono fino alle 4 del mattino, poi non si sentì più nulla, ai ragazzi fu detto che nella casa c’erano dei topi ed essi finsero di crederci. Da quella sera è passato un anno e  fino ad oggi non hanno sentito più nessun  rumore, ma hanno detto che quando comincia a farsi buio non possono fare a meno di essere presi dalla paura.

Racconto a cura di Silvia Foglietta

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