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Giugno 7, 2019
Giugno 7, 2019 Alessio Vissani

Intervista alla direttrice editoriale Star Comics Claudia Bovini

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Nella vita di Peter Parker (alias Spiderman) la figura dello zio Ben è sempre stata un riferimento nodale nonché la fonte da cui deriva la sua più grande motivazione: quella di diventare supereroe e combattere per i più deboli. Mi piace pensare che in qualche modo la storia di Claudia Bovini, direttrice editoriale di Star Comics, sia andata nel modo analogo dell’arrampicamuri più amato di New York. Nei primi anni ottanta un giovane tipografo di nome Giovanni Bovini, iniziò a Bosco (PG) la propria attività con una macchina da stampa sistemata in un piccolo capannone dietro casa. Da quel momento la grande passione per l’editoria e i fumetti, insieme alla grande intuizione avuta con Sergio Cavellerin, diedero alla “piccola” casa editrice umbra la possibilità di lanciare in Italia il ritorno di personaggi come L’Uomo Ragno, I Fantastici Quattro e tanti altri eroi mitici targati Marvel. La StarComics stava approdando come grande nel mercato fumettistico italiano e oltre al successo della pubblicazione italiana de L’Uomo Ragno, ricordiamo il primo albo antologico-informativo dedicato ai titoli americani ma soprattutto la collaborazione con le maggiori case editrice giapponesi che la proiettano nell’Olimpo dei grandi con titoli come Dragon Ball o One Piece. Ed ecco che dopo tanto viaggiare il “potere con grandi responsabilità” passa nelle mani di Claudia Bovini, un potere che farebbe tremare le gambe a moltissimi veterani, ma la tenacia dell’attuale giovane direttrice editoriale hanno portato la Star Comics a festeggiare trent’anni di carriera con moltissimi ancora sogni da realizzare.

 

Dal 2003 che sei diventata Direttrice Editoriale di Star Comics, ti sei mai fermata un attimo a riflettere su questi sedici anni di lavoro?

Ripercorrendo la mia storia devo dire che le cose sono cambiate tantissimo, sia a livello di approccio sia per quanto riguarda il lavoro pratico come scambiarsi tonnellate di fax con le varie case editrici straniere, aspettare il fuso orario giusto con il Giappone per comunicare le decisioni prese (non essendoci ancora le e-mail). Nei miei faldoni ho ritrovato foto delle nostre prime uscite a Lucca Comics e mi ricordo la felicità nei primi anni di avere uno stand di ben 18 metri quadri, l’anno scorso abbiamo inaugurato piazza Star Comics con un padiglione tutto nostro di più di 200 metri quadri, insomma di tempo ne è passato.

Qual era il tuo sogno da bambina? Avevi già in mente di entrare nel mondo del fumetto?

Assolutamente no, io volevo fare la veterinaria dato il mio amore per gli animali. Ricordo che da piccola prendevo medicine di ogni tipo per realizzare la mia personale borsa del pronto soccorso, nascosta poi nel mio armadio, dedicata agli animali in difficoltà. La passione per i fumetti è arrivata successivamente, non sono una lettrice della prima ora, ma grazie alla visione dei cartoni animati iniziai ad appassionarmi al mondo dell’illustrazione. Ricordo che mio padre aveva un registro, che utilizzava per le lezioni di judo, trasformato nel mio sketch-book personale; l’amore per l’Oriente e quella tipologia di cultura mi hanno fatto sempre di più appassionare ai fumetti.

 

Nell’era dei supereroi, essere la casa editrice che ha riportato in Italia icone come L’Uomo Ragno o Goku, rappresenta una bella responsabilità?

Dunque l’Uomo Ragno è la storia di mio padre, un personaggio che ha voluto lui e che è riuscito a far ritornare in Italia dopo tantissimo tempo ma quel personaggio è la sua storia, il primo grande colpo di Star Comics. Il secondo grande colpo innegabilmente è legato a Dragon Ball che, seppur è arrivato sempre grazie ad un’intuizione di Giovanni Bovini, sento più mio in quanto stiamo ancora stampando le sue storie. Dragon Ball inoltre è un fumetto rimasto in casa Star Comics, a differenza degl’altri supereroi traslocati in altre case, che continua a crescere dando soddisfazioni a tutto il pubblico, ancora dopo tanti anni.

Alessio Vissani insieme a Claudia Bovini

Hai mai pensato di lasciare l’Umbria e trasferire l’azienda altrove?

Assolutamente no, per noi l’Umbria è casa, ti dona una qualità della vita molto alta, anche se nelle mie corde vivrei meglio in una qualche metropoli, ma questo è un punto di vista personale, sono consapevole dei grandi vantaggi di vivere in una regione tranquilla come la nostra. A volte provo a immaginare come sarebbe stato se Star Comics fosse stata a Roma o a Milano, magari poteva essere una storia migliore, oppure no ma questo non lo sapremo mai.

 

Il progetto che ti ha dato più soddisfazione e un rimpianto di questi anni?

Direi My Hero Accademia, una storia che sta avendo un grandissimo successo e che all’epoca, quando ne acquisimmo i diritti non avevamo dato molta fiducia in quanto avevamo puntato inizialmente ad un altro titolo, escludendolo come prima scelta. Per molti mesi rimuginai sul fatto di non essere riuscita ad acquisire il titolo che bramavo, in quanto non ero pienamente convinta delle potenzialità di My Hero Accademia, nonostante i nostri esperti di mercato ci rassicuravano sulla futura riuscita. Come sempre hanno avuto ragione perché dopo un inizio “diesel” si è trasformato in uno dei più grandi successi della nostra casa. Per quanto riguarda il rimpianto in tempi non sospetti, un mio collaboratore mi fece vedere delle tavole di un fumettista emergente, che non abbiamo compreso benissimo, in quanto pensavamo che non fosse uno stile adatto a Star Comics. Quel fumettista era ZeroCalcare, tra l’altro fan dei nostri prodotti, nel momento che stava facendo il salto da professionista ci contattò, trovando purtroppo una porta chiusa. Ovviamente ci dispiace soprattutto a livello commerciale, per non aver compreso le potenzialità di Zerocalcare ma a livello artistico-culturale sono contenta che le cose siano andate così in quanto Bao Publishing è la casa editrice ideale per lui e per il target di storie che realizza.

 

In Italia, il fumetto purtroppo è ancora definito in alcuni casi “il giornaletto”. Stiamo arrivando all’importanza culturale che paesi come Francia, Belgio, Stati Uniti o Giappone gli danno oppure siamo lontani?

C’è stata un’affermazione del valore culturale del fumetto, ultimamente utilizzato anche per trattare temi di spessore. Siamo molto indietro rispetto ai nostri cugini d’oltralpe che lo impiegano come massima espressione artistica in alcuni casi, ma un passo in avanti si sta facendo soprattutto se ci riferiamo al fatto che le librerie ora hanno aperto le loro porte al mondo del fumetto, non più chiuso tra le edicole e le fumetterie specifiche. Ovviamente c’è ancora molto da lavorare ma trovo che abbiamo imboccato la strada giusta.

Anche il fumetto ha vissuto la sua crisi?

Negli ultimi dieci anni ci sono stati alcuni anni di crisi, ma perché il mondo del fumetto è molto ciclico, segue moltissimo le mode del momento. La Star Comics, che si occupa prevalentemente di fumetto giapponese, ha vissuto ondate di grande successo a momenti molto più bui. Ora sembra che il manga sia tornato di nuovo ai fasti di una volta, anche grazie alle nuove storie di Dragon Ball.

 

Il digitale sostituirà mai il cartaceo?

Alcuni anni fa, quando ancora non si conoscevano le dinamiche dei vari ebook o comunque opere digitali, una qualche paura c’era da parte di noi addetti ai lavori. Ora posso sbilanciarmi sul fatto che il digitale, secondo me, non sostituirà mai l’opera cartacea creando soltanto un mercato parallelo di buoni prodotti, anche noi stiamo digitalizzando intere opere come Dragon Ball. L’esperienza è totalmente diversa, l’utente vuole toccare con mano la novità, magari per comodità accoppiandola alla copia digitale ma sono abbastanza certa che il vecchio buon libro non scomparirà.

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Alessio Vissani

Alessio Vissani

Fotografo e Giornalista. Da Piccolo stavo con gli Indiani e ancora adesso il West e il mondo dei Nativi Americani è la mia più grande passione. Adoro correre, fare trekking in montagna e viaggiare in moto. Divoratore seriale di libri e fumetti, giocatore da più di vent’anni di D&D e collezionista di sabbia, minerali, LEGO e fossili.