Chiaroscuro consiglia: “Perciò veniamo bene nelle fotografie”

2 Giugno, 2019
2 Giugno, 2019 Giacomo Bianchi

Chiaroscuro consiglia: “Perciò veniamo bene nelle fotografie”

Viene ripubblicato da Mondadori “Perciò veniamo bene nelle fotografie”, romanzo in versi uscito per Isbn nel 2012.

L’autore, Francesco Targhetta (finalista lo scorso anno del Premio Campiello con “Le vite potenziali”), costruisce una salda intelaiatura metrica martelliana che accoglie, vertiginosamente, periodi estremamente lunghi in cui rara è la punteggiatura capace di ridare fiato al lettore. Questo permette la compartecipazione alla spirale del flusso di pensieri del protagonista, giovane trentenne dottorando all’università di Padova, evidente doppio dello stesso Targhetta.

Tuttavia, il romanzo non è una semplice autobiografia: vuole rappresentare la stasi e la rabbia impotente di un’intera generazione, prigioniera di meccanismi sociali serrati che concedono solamente delle prospettive evanescenti, un lavoro precario, un’esistenza precaria. La polifonia dei personaggi costretti all’immobilità viene contorniata da una Padova grigia, i cui unici punti d’interesse divengono i bar di terza scelta, i supermercati e la possibilità di dedicarsi alla musica punk. L’ingresso nel mondo da parte di questa generazione sospesa avviene (se avviene) tragicamente, con compromessi drammatici: supplenze continue e inconcludenti in licei di provincia, trasferimenti in altre città con mansioni discutibili, eterni provini e colloqui, accontentarsi del poco guadagnato. Ogni possibilità di ribellione è spenta, non rimane altro che un’attesa stagnante, nella speranza che la ruota giri e nella consapevolezza che “non si muove nessuno, / qua, / perciò veniamo bene / nelle fotografie”.

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Giacomo Bianchi

Giacomo Bianchi

Giacomo è uno studente di Filologia Moderna con il vizio della complicazione.